mercoledì 16 giugno 2010

Un'arte.

Ok ok, ammetto di essere un pò isolato dal mondo, sarà il mondiale, saranno gli esami ma sono un pò fuori dalla vita che mi circonda.

Ho scoperto solo ieri del "Luttazzi Gate", dello scandalo di Luttazzi che copia le battute.
Ora non voglio entrare nel merito perchè non mi sono informato sui fatti, ho letto su un forum che secondo i calcoli di qualche fan del comico le battute copiate coprirebbero un terzo del suo repertorio, ho letto invece sul blog di Luttazzi che lui ha sempre ammesso di prendere battute da altri ed adattarle al suo contesto.
Mi fermo qui nel raccontare i fatti e vi racconto una cosa.
Questa notizia mi ha permesso di conoscere comici che non conoscevo e che mi stanno facendo ribaltare dalle risate. Uno di questi è George Carlin.

Vi voglio proporre uno sketch (copiato o preso in prestito da Luttazzi) che anche IlFratus reputa un vero e proprio capolavoro.

Saper fare satira è proprio un'arte!

P.S. Avviso per tutti i ferventi religiosi, se siete deboli di cuore questo blog vi sconsiglia la visone di questo video.






R.B.

lunedì 14 giugno 2010

Italia-Paraguay. Le pagelle di Berg.

E' da poco terminata la prima partita della nostra nazionale nel Mondiale 2010 in Sudafrica.
Purtroppo il risultato non ha rispettato il pronostico. A Cape Town finisce 1-1.

Per quanto mi riguarda ho visto una buona Italia, molto ben messa sotto il piano fisico, che ha gestito, come normale visto l'avversario, il pallino del gioco per gran parte della gara. Purtroppo non siamo riusciti a creare vere e proprie occasioni da rete, si arrivava li sulla tre quarti avversaria e non si riusciva a concretizzare la buona manovra vista fino a quel momento.
Se si tralascia il risultato è un buon punto di partenza, ora però ci vediamo costretti alla vittoria nella prossima partita per stare più tranquilli.

Il Paraguay è passato in vantaggio con Alcaraz, a fine primo tempo, bravo a sfruttare al meglio una palla inattiva dalla tre quarti. L'Italia ha pareggiato i conti con De Rossi, nella ripresa, abile a farsi trovare pronto dopo un'uscita avventurosa del portiere paraguaiano Villar.
Da segnalare l'atteggiamento molto maschio e duro dei Paraguiani.

LE PAGELLE:

Buffon: S.v. Mai impegnato neanche in qualche uscita, incolpevole sul gol deve lasciare il campo a causa di un affaticamento muscolare (Marchetti s.v. mai impegnato)
Zambrotta: 6. Come al solito con la maglia azzurra non imita le prestazioni che offre con la maglia rossonera. Tanta corsa, pochi cross buoni.
Chiellini: 6. Lotta, le prende e le da, sicuro sulle palle alte. Ha poco da fare.
Cannavaro: 5,5. La prestazione sarebbe sufficiente se non avesse sulla coscienza il gol avversario.
Criscito: 6,5. Il migliore del reparto, parte in sordina e cresce. Buone le sovrapposizioni, soprattutto nella ripresa.
De Rossi: 6,5. Solito gladiatore dai piedi buoni. Lotta, picchia ed ha il merito di crederci e segnare il gol del pari.
Montolivo: 7,5 (Il migliore). Pronti via primo dribbling e gli avversari li fanno capire che sarà dura giocare palla in mezzo al campo. Piano piano prende coraggio e cresce, elegante e caparbio, prende in mano i pallino del gioco e gestisce la maggior parte dei palloni da consegnare all'attacco. Grande personalità, "Caravaggio" si candida a protagonista assoluto per gli azzurri.
Marchisio: 5,5. Parte bene ma finisce per allargarsi e perdersi. Un pò spaesato.
Pepe: 7. Contro ogni aspettativa. Corre, si impegna ed è uno dei pochi a vivacizzare la manovra offensiva. Bravo.
Iaquinta: 5,5. Tanta corsa, impegno e nulla di più.
Gilardino: 5. Non ne becca una, chiaramente non è supportato dai compagni e non ha mai la palla buona.
Camoranesi: 5 (Il peggiore). Entra e dopo due scatti esaurisce tutta la sua vena creativa, strafottente e nervoso rischia di essere espulso.
Di Natale: S.v. Troppo poco tempo per valutare la prestazione.

venerdì 11 giugno 2010

Vorrei la vostra opinione, Per chi ancora riesce a darla.

Dopo quello che è successo ieri in Senato sono veramente arrabbiato.
Ma non sono troppo arrabbiato con chi ha fatto questa legge, sono incazzato con chi ha votato questa gente, sono incazzato con chi definisce "Libero" e "Il Giornale" organi di informazione.
Se controllerete oggi Libero in prima pagina non parla del decreto sulle intercettazioni, Il Giornale invece gli dedica un editoriale ma senza dedicare nessun titolo a ciò che è successo.

Ecco ora la domanda mi sorge spontanea, voi che avete votato qualunque partito che è al governo che ne pensate? Se non siete ancora troppo atrofizzati dai vari reality o dai vari editoriali di Minzolini (che ricordo paghiamo noi) vorrei sapere la vostra opinione su questo decreto, su cui è stata posta la fiducia onde evitare problemi (34 volte poi ditemi quale altro governo l'ha fatto), che nega a noi cittadini che vogliamo andare un pò oltre ai culi di Studio Aperto il diritto di informazione.

Probabilmente nessuno commenterà questo post, ma voglio solo dirvi che dopo questa mossa il governo decide cosa si può e cosa non si può pubblicare, e questo accade nei regimi comunisti da voi tanto odiati.

Mi fa schifo vedere i cervelli completamente spenti, senza che nessuno reagisca, protesti, tanto Silvio è figo, si scopa le 18enni a 70 e passa anni, Silvio è figo perchè fa sempre battute senza senso e di poco gusto sulle donne, Silvio è figo perchè ha una scorta di ex veline in parlamento.

Voglio sentire cosa ne pensate di ministri che non vanno alla festa della Repubblica perchè "Non la sentiamo particolarmente" però a fine mese lo stipendio dallo Stato lo accettano.

Voglio sapere cosa ne pensate di Ministri che non si accorgono di aver pagato una casa con vista Colosseo un terzo del valore di mercato.

Voglio sapere che ne pensate di un ministro del consiglio che durante la conferenza stampa col primo ministro spagnolo lo lascia solo a metà conferenza.

Voglio sapere che ne pensate di un consigliere regionale, che ha rifatto 3 volte la maturità, che percepisce almeno 10000 € al mese solo perchè ha un cognome.

Voglio sapere che ne pensate della proposta di legge di un ministro della Lega sui tagli ai compensi Rai e al Budget degli stipendi. Per l'amor di Dio sono d'accordo anch'io sul fatto di tagliare un pò i compensi ai vari Santoro, Vespa ecc ecc. Però probabilmente nessuno si accorge che se dovesse passare da 900 milioni il budget per gli stipendi passerebbe a 700 milioni. 2500 posti di lavoro in meno, alla faccia della crisi. Nessuno si è accorto che abbassando i compensi la Rai è fuori dal mercato e di conseguenza la diretta concorrente, Mediaset, ne trarrebbe vantaggio.
Sarò io ad essere antico a parlare di conflitto di interessi.

Quella che vi ho raccontato è l'Italia, la vostra Italia e vorrei sapere che ne pensate.

R.B.

lunedì 7 giugno 2010

La società che (NON) mi rappresenta.

Ho appena finito di leggere il post di Ago, cazzo ci sa fare. Beh ovvio detto così può sembrare che io abbia l'esperienza di Beppe Severgnini o Marco Travaglio. Invece no, sono solo un povero pirla che si diverte da matti a scrivere post, si sfoga nella speranza di trovare uno solo che commenti, anche solo con un bel vaffanculo, il suo post.
Fino a pochi minuti fa pensavo di essere l'unico a pensare certe cose, più che altro perchè difficilmente ne sentivo parlare. Oh non fraintendetemi, sapevo che Ago è uno coi coglioni, semplicemente leggere ciò che ha scritto ha creato in me una sensazione particolare, è stata una boccata d'aria fresca. Gli Afterhours dicevano: "E l'anima brucia più di quanto illumini/ Ma è un addestramento mentre attendo/ Che io mi accorga che so respirare."
Ecco mi sono accorto che non sono l'unico a voler respirare in questo paese.

Giorni fa parlavo con la mia fidanzata e mi sono ritrovato a confessarle di come avrei voluto vivere in un'altra epoca, avrei voluto vivere in un'altra società. Già, un'altra società.
Penso che la società che mi circonda non mi rappresenti affatto, vorrei avere al mio fianco persone che lottano per degli ideali, per ottenere qualcosa, per vedere realizzati i propri diritti.
Oggi a fianco a me vedo, per la maggior parte, giovani che hanno come maggiore interesse quello di scoprire chi sarà il nuovo vincitore del Grande Fratello, quale sarà il prossimo culo che Studio Aperto mostrerà o quale assurdo slogan elettorale certi partiti mostreranno pur di scaricare le proprie colpe su altri.
Cazzo la generazione di mio padre aveva come idoli Che Guevara, Berlinguer, Gaber, De Andrè, Moro, Jim Morrison e altri gruppi e persone di uno spessore infinito, la mia generazione ha come simbolo Fabrizio Corona, uno che ha la faccia, i requisiti e probabilmente anche i comportamenti di un delinquente, ha come simbolo Borghezio e Calderoli, gente che inneggia all'odio razziale, che rinnega le feste nazionali perchè loro vogliono il federalismo, vogliono la Padania, dimenticandosi che a fine mese lo stipendio (più che considerevole) lo ricevono dallo Stato Italiano.

Sono giunto alla conclusione che la motivazione di tutte queste differenze sia il benessere. I nostri padri hanno dovuto sputare sangue per ottenere le cose, hanno avuto uno dei compiti più infami che esista, erano i giovani che dovevano riorganizzare le macerie che i loro padri stavano raccogliendo dopo il passaggio di una cosa chiamata guerra.
Con questo non voglio certo dire che mi ritengo sfortunato ad avere tutto, a vivere nell'era dove attraverso la tecnologia tutto (o quasi) è possibile, però mi ritengo sfortunato a vivere in una società dove conta più apparire che essere, dove i giovani vanno a scuola solo perchè a casa non ci posso stare, dove i giovani lavorano col solo obiettivo di portare a casa a fine mese un pò di soldi per comprarsi l'auto nuova di pacca col cerchio in lega, lo spoiler e i vetri oscurati.

Ecco io non ci sto, mi voglio ribellare ad una società figlia di una televisione spazzatura, figlia di cinepanettoni demenziali e figlia di musica di tendenza (non di ideali).
Già la musica, per chiudere questo post pensate alla musica che ci accompagna nelle nostre giornate, poi pensate ai gruppi che ci sono stati negli anni in cui nei giovani contavano più le idee e la voglia di libertà.
Ecco avrete notato che tra AC/DC, Sex Pistols, Rolling Stones e Beatles da una parte e Sonohora, Dari e Lost dall'altra ci sia una leggera differenza.
Già leggera.

Questa società non mi rappresenta, ma sono un sognatore e credo che un mondo migliore sia possibile, certo è necessario che tutti i giovani (o per lo meno quelli non ancora inebetiti dalla Tv) ricomincino a fare uscire tutti le loro passioni, le loro idee, la loro voglia di emergere e di fare emergere la loro voglia di libertà.

Una certa persona disse:

"Be the change you wish to see in the world"
ovvero
"Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo"

Il nome Ghandi vi dice qualcosa?!

R.B.

Qualcosa qui è da cambiare

Che schiava di Roma ladrona Iddio la creò. A risentirla verrebbe quasi da fare i complimenti a Marchisio per la trovata artistica. Un aggiunta che rende l'idea di cos'è l'Italia oggi. Quel 'Roma ladrona' è il riassunto migliore di cosa pensa la gran parte dei giovani di oggi. Fra di loro ci sono anch'io e se inizialmente avevo catalogato la mossa di Marchisio come una bravata adesso penso che involontariamente in quel ladrona ci abbia racchiuso i vaffanculo di Beppe Grillo, le astensioni dal voto e la voglia di cambiamento. A questo sistema politico non ci crede più nessuno. Le parole si sprecano e i politici per dimostrare che lavorano sodo vanno in televisione a sputtanarsi l'uno con l'altro. Ultimamente ho letto su un libro per l'università che per un sociologo tedesco, Max Weber, la politica non deve essere il punto di arrivo per individui opportunisti ma che deve essere data in mano a persone consapevoli e preparate, a persone che hanno una certa professionalità.
Professionalità. Qualcuno di voi l'ha mai vista? Io no. Sparare a zero su un intera classe non è ne bello ne giusto ma purtroppo penso che per uscire da questo caos bisogna fare di tutta un'erba un fascio. La professionalità è la base di qualsiasi lavoro, non solo del politico. Provate a chiedere ai vostri genitori se invece di prendere il loro lavoro sul serio avessero fatto i pirla quale sarebbe stata la loro situazione adesso. A Roma qualche pirla ci sarà e sicuramente saranno pochi quelli che della professionalità ne hanno fatto un dogma, intendo con i fatti e non con le parole. Tutti moralisti, tutti pronti a puntare il dito, tutti a difendere le proprie idee con veemenza per poi cambiarle per una briciola offertagli dal potente di turno. No ragazzi così non va.
Avrò scoperta l'acqua calda e potrò essere presuntuoso nell'avere come obiettivo quello di smuovere coscienze con quello che sto dicendo ma leggendo ciò che ha detto Saviano a Berlusconi ho preso coraggio. Il succo del pensiero dello scrittore è che smuovere le coscienze fa paura ma che conoscere ci trasforma ed è importante pensare e sognare un nuovo paese. Cazzo ha ragione al mille per mille. Io sono stanco di potermi vantare di essere italiano solo perchè abbiamo vinto i mondiali o perchè ho la stessa nazionalità di Valentino Rossi. Per carità lo sport è un tratto fondamentale della nostra cultura ma mentre facevamo caroselli per le piazze il mondo è andato avanti. Noi, invece siamo andati a picco incatenati a quell'ancora rappresentata dalla classe politica. Qui essere pro o contro Berlusconi non conta niente. Ormai non esistono schieramenti politici avversari. Ormai tutti sperano di salire al potere per raggiungere i propri scopi.
Nel frattempo noi che non rubiamo dobbiamo assorbirci la crisi economica causata anche da chi professa il pugno duro contro chi non paga le tasse e poi acquista case senza pagarle. Dobbiamo ascoltare storie di assassini che entrano in carcere di notte e ci escono il mattino grazie ai processi brevi e agli indulti voluti da chi i conti con la legge non li vuole proprio fare. E questo è solo una piccola parte di quello che bisogna sopportare a causa di chi ha deciso di fare quel cazzo che vuole.
Ultimamente qualcuno ha avuto anche la brillante idea di sparare a zero sugli stipendi dei calciatori dicendo che sono spropositati in tempi di crisi e che andrebbero ridimensionati. Io mi chiedo come si possa chiedere a qualcuno di tagliarsi lo stipendio quando poi sono loro i primi a percepire uno stipendio spropositato per il servizio offerto. Se i politici non sono i primi a dare il buon esempio come si può minimamente pensare che qualcun'altro lo faccia per loro. Io penso che se un genitore è una testa di cazzo suo figlio facilmente sarà anche lui una testa di cazzo. Allo stesso modo se i politici agiscono infischiandosene delle regole i cittadini sono portati di conseguenza a seguire il loro esempio. E' normale ed è per questo che urge una rifondazione politica.
L'unico motivo che mi spinge ad essere fiducioso è pensare che tutto questo un giorno finirà e che il futuro siamo noi. Perciò rimbocchiamoci le maniche perchè se ognuno nel suo piccolo farà qualcosa state sicuri che la situazione cambierà. Dobbiamo renderci conto che non è troppo tardi per cambiare le cose. Non dico che dobbiamo diventare politici ma che dobbiamo creare una società dove onestà e professionalità siano i valori cardini. Tutto il resto verrà di conseguenza.
Io sono Ago e questa è carta straccia.

lunedì 31 maggio 2010

Quando il calcio è passione

Non so se qualcuno è appassionato di serie B o Lega Pro ma a guardare e leggere di questi campionati ci si rende conto di come in queste serie il calcio si intenda ancora come uno sport in cui vince chi si arrende per ultimo e non chi porta il nome più prestigioso o ha il maggior budget. In poche parole qui il calcio non è business, è passione.

Domenica si è concluso, dopo 42 giornate, il campionato di serie B. La promozione diretta è stata ottenuta da Lecce e Cesena. Se nel primo caso si è trattato di un risultato facilmente pronosticabile, data la qualità dei giocatori della rosa leccese, la promozione del Cesena è l'immagine che più di qualsiasi altra sintetizza il concetto di passione calcistica. La squadra romagnola in due anni è riuscita a passare dalla Lega Pro al palcoscenico della serie A. Un doppio salto ottenuto grazie alla tenacia di un allenatore 'novello' come PierPaolo Bisoli e all'intelligenza manageriale del presidente Igor Campedelli.

Tenacia ed intelligenza: gli elementi cardini di due stagioni concluse con due promozioni all'ultimo respiro. Lo scorso anno servì un gol nei minuti conclusivi della finale play-off contro la Pro Patria per ottenere la promozione quest'anno, invece, è servito un regalo del Padova che ha battuto il Brescia regalando ai bianconeri il ritorno nella massima serie dopo 19 anni. Il Cesena la promozione l'ha festeggiata in trasferta ma a seguirla c'erano circa settemila tifosi in rappresentanza di una città che mai, e quando dico mai intendo mai, ha abbandonato la propria squadra, nemmeno negli abissi della Lega Pro. Cesena è passione: passione della città, passione dei giocatori, passione del presidente. Igor Campedelli ha ricostruito una società dalla macerie con una campagna acquisti oculata: con quattro milioni e mezzo di euro ha costruito una squadra che adesso sul mercato vale almeno quattro volte di più. Segnatevi questi nomi: Schelotto, Malonga, Giaccherini. Giocatori pescati qua e la nei settori giovanili e che presto diventeranno i sogni proibiti di tante squadre di serie A.

Sognare non costa nulla e l'approdo in serie A significa introiti per i diritti televisivi che permetteranno al presidente Campedelli di costruire una squadra competitiva anche per la massima serie. I nomi di chi resta, chi se ne va e chi arriverà non si sanno ma sicuramente Cesena porterà una ventata d'aria fresca in un campionato soffocato da ultras, contestazioni e società impegnate ad insultarsi sui giornali. La serie B e la Lega Pro sono, nella maggior parte dei casi, l'isola felice del calcio italiano.

Gli esempi di questa teoria sono molti. Il Cittadella, nata nel 1973 per volere di Angelo Gabrielli, è quella che si definirebbe una società di famiglia. Amministrata con criterio, la società ha sempre agito in sordina galleggiando fra serie B e serie C sino a queste ultime due stagioni dove sotto la gestione del figlio di Angelo Gabrielli, Andrea, la squadra ha fatto un salto di qualità non indifferente conquistandosi la possibilità di accedere alla serie A attraverso i play-off. Anche in questo caso la dirigenza ha seminato bene ed i frutti che si stanno cogliendo sono pezzi pregiati. Un nome su tutti Matteo Ardemagni. A 22 anni il suo curriculum diceva quattro gol nelle ultime quattro stagioni. Un bottino scarso per chi di ruolo fa l'attaccante ma a Cittadella hanno voluto scommettere su di lui dandogli fiducia. Risultato? 22 gol e valore di mercato raddoppiato. Lo stesso discorso si potrebbe fare per Grosseto, Crotone e Sassuolo squadre amministrate con criterio che con il giusto mix fra esperienza e gioventù hanno costruito dei collettivi in grado di esprimere un calcio ad alti livelli. Dalla Lega Pro poi arriva la storia del Portogruaro/Summaga una società nata solo vent'anni fa e che l'anno prossimo disputerà il campionato di serie B.

A fare i moralisti non si va lontano ma intendere il calcio come valore morale e non solo come business non è un utopia e questi esempi ne sono la riprova. I risultati ottenuti non sono figli di spese folli ma di sudore buttato sul campo per arrivare per primo sul pallone. Con poco si può fare tanto e qualche famoso presidente spendaccione dovrebbe prendere appunti su come fare. Dare luce a queste realtà serve anche per decentrare l'attenzione riversata sulla serie A. Tolti gli addetti al lavoro nessuno conosce il mondo delle serie inferiori mentre in Inghilterra la finale dei play-off di serie c si gioca Wembley di fronte a cinquantamila spettatori. E' un caso limite ma che rende l'idea di che risultati si possano ottenere quando si gioca a calcio per l'amore di questo sport e non per il proprio portafogli. Se i primi a trasmettere passione per il proprio 'lavoro' sono i calciatori questa passione verrà recepita dai tifosi che cominceranno ad andare allo stadio per tifare la propria squadra anzichè per insultare gli avversari.

Siamo lontani dall'ottenere tutto questo ma se per una volta tanto si può parlare del calcio in maniera positiva perchè non farlo. Se non sono questi gli elementi per provare a cominciare una rifondamento del calcio italiano trovarne altri sarà impossibile.

Ago