lunedì 7 giugno 2010

La società che (NON) mi rappresenta.

Ho appena finito di leggere il post di Ago, cazzo ci sa fare. Beh ovvio detto così può sembrare che io abbia l'esperienza di Beppe Severgnini o Marco Travaglio. Invece no, sono solo un povero pirla che si diverte da matti a scrivere post, si sfoga nella speranza di trovare uno solo che commenti, anche solo con un bel vaffanculo, il suo post.
Fino a pochi minuti fa pensavo di essere l'unico a pensare certe cose, più che altro perchè difficilmente ne sentivo parlare. Oh non fraintendetemi, sapevo che Ago è uno coi coglioni, semplicemente leggere ciò che ha scritto ha creato in me una sensazione particolare, è stata una boccata d'aria fresca. Gli Afterhours dicevano: "E l'anima brucia più di quanto illumini/ Ma è un addestramento mentre attendo/ Che io mi accorga che so respirare."
Ecco mi sono accorto che non sono l'unico a voler respirare in questo paese.

Giorni fa parlavo con la mia fidanzata e mi sono ritrovato a confessarle di come avrei voluto vivere in un'altra epoca, avrei voluto vivere in un'altra società. Già, un'altra società.
Penso che la società che mi circonda non mi rappresenti affatto, vorrei avere al mio fianco persone che lottano per degli ideali, per ottenere qualcosa, per vedere realizzati i propri diritti.
Oggi a fianco a me vedo, per la maggior parte, giovani che hanno come maggiore interesse quello di scoprire chi sarà il nuovo vincitore del Grande Fratello, quale sarà il prossimo culo che Studio Aperto mostrerà o quale assurdo slogan elettorale certi partiti mostreranno pur di scaricare le proprie colpe su altri.
Cazzo la generazione di mio padre aveva come idoli Che Guevara, Berlinguer, Gaber, De Andrè, Moro, Jim Morrison e altri gruppi e persone di uno spessore infinito, la mia generazione ha come simbolo Fabrizio Corona, uno che ha la faccia, i requisiti e probabilmente anche i comportamenti di un delinquente, ha come simbolo Borghezio e Calderoli, gente che inneggia all'odio razziale, che rinnega le feste nazionali perchè loro vogliono il federalismo, vogliono la Padania, dimenticandosi che a fine mese lo stipendio (più che considerevole) lo ricevono dallo Stato Italiano.

Sono giunto alla conclusione che la motivazione di tutte queste differenze sia il benessere. I nostri padri hanno dovuto sputare sangue per ottenere le cose, hanno avuto uno dei compiti più infami che esista, erano i giovani che dovevano riorganizzare le macerie che i loro padri stavano raccogliendo dopo il passaggio di una cosa chiamata guerra.
Con questo non voglio certo dire che mi ritengo sfortunato ad avere tutto, a vivere nell'era dove attraverso la tecnologia tutto (o quasi) è possibile, però mi ritengo sfortunato a vivere in una società dove conta più apparire che essere, dove i giovani vanno a scuola solo perchè a casa non ci posso stare, dove i giovani lavorano col solo obiettivo di portare a casa a fine mese un pò di soldi per comprarsi l'auto nuova di pacca col cerchio in lega, lo spoiler e i vetri oscurati.

Ecco io non ci sto, mi voglio ribellare ad una società figlia di una televisione spazzatura, figlia di cinepanettoni demenziali e figlia di musica di tendenza (non di ideali).
Già la musica, per chiudere questo post pensate alla musica che ci accompagna nelle nostre giornate, poi pensate ai gruppi che ci sono stati negli anni in cui nei giovani contavano più le idee e la voglia di libertà.
Ecco avrete notato che tra AC/DC, Sex Pistols, Rolling Stones e Beatles da una parte e Sonohora, Dari e Lost dall'altra ci sia una leggera differenza.
Già leggera.

Questa società non mi rappresenta, ma sono un sognatore e credo che un mondo migliore sia possibile, certo è necessario che tutti i giovani (o per lo meno quelli non ancora inebetiti dalla Tv) ricomincino a fare uscire tutti le loro passioni, le loro idee, la loro voglia di emergere e di fare emergere la loro voglia di libertà.

Una certa persona disse:

"Be the change you wish to see in the world"
ovvero
"Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo"

Il nome Ghandi vi dice qualcosa?!

R.B.

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